Chi sono:
E’ doverosa una piccola presentazione per chi non mi conosce.
Mi chiamo Carlo Moretti, molti mi conoscono come Carletto ed in effetti quello è il mio vero nome all’anagrafe, come immaginate, per i genitori i figli non crescono mai, neanche quando si sposano e danno loro dei nipoti.
Fui dato alla luce negli anni sessanta, quando allora era in voga “stasera mi butto” ed io, che allora avevo all’incirca due o tre anni, e vivevo ancora a Chiaramonti, non disdegnavo di cantarla, naturalmente con la promessa di qualche caramella o torroncino che “tiu Ainzeddu”, il quale gestiva una piccola bottega proprio di fronte a casa mia, mi regalava per sentirmi cantare. Sì, cantavo già da allora, ma più avanti negli anni, la mia carriera decisi di farla altrove.
Dopo qualche anno passato a trasferirmi, per motivi di lavoro paterni, da Stintino ad Alghero e poi stabilmente a Sassari, dove ebbi tutta la mia formazione scolastica, un bel giorno non ricordo veramente per quale occasione, mio zio materno arrivò con una bella chitarra gioccatolo ma ben rifinita, in stile strato e con una cosa molto importante: corde vere.
Avevo all’incirca sei o sette anni ma la passione per la spada fu così forte che appena ebbi qualche soldo, allora si poteva disporre solo in occasioni speciali come per la prima comunione o la cresima, comprai la mia prima chitarra da studio: una bellissima EKO.
Iniziai così a strimpellare fino a che, negli anni successivi, il comune di Sassari organizzò la scuola di musica civica nella scuola di San Giuseppe, dove guadagnai in due anni un attestato musicale che allora era valido per un triennio, con tanto di esami teorici, solfeggio, lettura del pentagramma e prova pratica con saggio musicale.
Direte voi, “allora ci sta prendendo in giro, sa suonare molto più di quanto sa scrivere”, non è così, non so scrivere e non riesco a suonare come veramente vorrei.
Con, la dipartita purtroppo, del mio amico con il quale allora condividevo la passione per la musica e Bennato, io smisi di suonare per quasi sei anni, perdendo tutto quello che avevo imparato con tanto impegno.
Ripresi, quando tornato a Chiaramonti con la mia famiglia, iniziai a suonare per il coro parrocchiale nel 1983, ma fino all’anno scorso, mi sono limitato solo ad accompagnare le canzoni delle coriste senza aver desiderio di riprendere seriamente.
Negli ultimi tempi dopo aver acquistato per la prima volta nella mia vita, una chitarra elettrica, poi ancora un’altra (la potete vedere nella foto in testata), ed incoraggiato dal mio amico M° Salvatore Moraccini, ho ripreso nel tempo libero a studiare musica e suonare la chitarra. Non posso pretendere di suonare come avrei potuto a vent’anni, ma piano piano sto facendo dei piccoli passi avanti.
Non mi accontento di suonare solamente; continuo ad accompagnare il coro parrocchiale e canto con il “Coro de Tzaramonte” in lingua sarda.
Ora che sapete quasi tutto su di me, mi aspetto di incontrare se non di persona, nel web, tante persone che condividano con me la passione per uno strumento, non importa se a corde o a fiato, l’importante è “musicare”.
Carlo Moretti









